NFT e Real Estate: il Futuro dell’Immobiliare?

NFT per il settore immobiliare

Gli NFT (o non-fungible-token) sono stati uno dei temi caldi dei mesi scorsi, quando alcuni token legati a progetti artistici (o sedicenti tali) hanno raggiunto valutazioni che, in alcuni casi, superano ampiamente quelle di un immobile di medie dimensioni nel centro di Trieste.

Anche se adesso il mercato dei Non Fungible Token sembra aver perso un po’ dell’entusiasmo iniziale, facendo ipotizzare ad alcuni analisti l’esistenza di una bolla speculativa, la tecnologia dietro a questa tipologia di token può rivelarsi molto interessante anche per il settore del real estate.

In questa breve guida, vedremo nel dettaglio cos’è un NFT e quali sono le possibili applicazioni nel campo immobiliare.

Cos’è un NFT?

Un non fungible token, o NFT, è una tipologia di cryptovaluta che, a differenza del più celebre Bitcoin, rappresenta un asset unico e non replicabile. Mentre Bitcoin è liberamente scambiabile per Bitcoin (proprio come 10€ in banconote hanno lo stesso valore di 10€ in moneta), un NFT viene considerato come un contenuto digitale a sé stante. Riprendiamo la definizione di “bene fungibile” direttamente da Wikipedia, per capire meglio cosa non è un NFT:

beni fungibili sono i beni intercambiabili di cui conta il valore assegnato piuttosto che l’oggetto individuale – ovvero appartenenti a una categoria astratta che rileva nella misura in cui possa essere pesata, misurata o enumerata. Secondo la tradizione romanistica del diritto, bene fungibile è il termine che indica le res quae pondere numero mensura constant, cioè i beni indicati solo nel genere e individuati per numero, peso, misura. Ove siano presi in prestito beni fungibili se ne deve restituire una uguale qualità e quantità di valore.

Ad esempio, tipico bene fungibile in senso giuridico è il denaro: infatti, qualora io debba ricevere una somma di denaro di 100€, non importa se sia corrisposta con 5 banconote da 20€ o 10 da 10€ o altre combinazioni, né ho interesse a che denaro prestato sia restituito con le stesse banconote date nel prestito – rileva solo che ritorni la stessa quantità di denaro prestata.

E’ possibile quindi definire un NFT come l’equivalente digitale di un “certificato di proprietà”, che attesta tramite blockchain l’autenticità dei dati in esso contenuti.

Perché utilizzare un NFT per il Real Estate?

Come abbiamo stabilito, un NFT non è altro che l’equivalente di un certificato di proprietà all’interno di un sistema distribuito Viene da sé pensare alle possibili applicazioni in un campo come quello immobiliare che, seppur con una certa lentezza da parte delle diverse parti in campo, sta iniziando ad ampliarsi sempre di più verso il digitale.

Una recente analisi di ChainLink, azienda statunitense attiva nel campo dello sviluppo di soluzioni basate su blockchain, si spinge ad ipotizzare la creazione di NFT relativi ad immobili che siano progressivamente aggiornati in base a manutenzione, vendita, etc.

Un sistema simile, che per ora esiste solo come prototipo, permetterebbe di incrementare notevolmente la trasparenza nel settore riducendo il rischio di abusi e truffe, oltre a possibili integrazioni -per ora solo allo studio, lo ripetiamo- con piattaforme di finanza decentralizzata, dove questa nuova tipologia di asset potrebbe essere utilizzata come collaterale per prestiti o altre operazioni finanziarie.

Come vediamo, le possibili applicazioni nel campo immobiliare per gli NFT sono diverse, anche se è doveroso segnalare che si tratta di tecnologie ancora in fase di sviluppo ma, sopratutto, manca ancora un impianto legislativo che permetta al mercato di sfruttare queste applicazioni.

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